Gheddafi: via gli europei. I primi sei sono italiani

Berlusconi-Geddafi

Poco importa che i primi a essere rispediti indietro dai doganieri dell’aeroporto di Tripoli siano tre italiani… La Libia ha deciso di non permettere l’ingresso ai cittadini europei dell’area Schengen. E da ieri la misura è applicata all’aeroporto di Tripoli. «La Libia ha sospeso la concessione di nuovi visti ai cittadini dei Paesi Schengen, nonché la validità dei visti d’ingresso già rilasciati» fino a quando «non sarà risolta la condizione» che ha provocato la decisione delle autorità libiche. L’AMBASCIATORE CONFERMA A confermarlo è l’ambasciatore italiano a Tripoli, Francesco Paolo Trupiano. Gli italiani che in seguito al provvedimento l’altro ieri sera sono stati rimpatriati da Tripoli sono stati assistiti dal console generale Francesca Tardioli «che ha passato tutta la notte in aeroporto», racconta il diplomatico. Oltre agli italiani «hanno avuto problemi anche portoghesi, austriaci, francesi, greci e maltesi e altri ce ne saranno ancora man mano che arrivano i voli» dall’Europa, conclude l’ambasciatore Trupiano. Sono 40 gli italiani che, l’altro ieri sera, sono stati trattenuti all’aeroporto di Tripoli: di questi, 3 sono stati rimpatriati con lo stesso aereo sul quale erano arrivati. Gli altri 37 – dopo una notte passata in aeroporto – sono poi stati lasciati entrare nel Paese intorno alle 4.30 del mattino. Si tratta per lo più di dipendenti a contratto di società petrolifere che operano in Libia. In serata, ventidue italiani erano ancora bloccati all’aeroporto di Tripoli, aggiorna il console Tardioli. IMBARAZZO E SCONCERTO L’imbarazzo regna sovrano a Palazzo Chigi. La Farnesina «sconsiglia ai cittadini italiani tutti i viaggi verso la Libia» a seguito delle «improvvise e non annunciate misure restrittive». Lo si legge in un «avviso particolare» pubblicato su www.viaggiaresicuri.it curato dall’Unità di crisi del ministero degli Esteri. «Le Autorità libiche – avverte la Farnesina – hanno adottato, domenica 14 febbraio, improvvise e non annunciate misure restrittive nei confronti dei cittadini degli stati Schengen in arrivo in Libia, bloccando per ore all’aeroporto di Tripoli, prima di farli entrare, decine di passeggeri muniti di regolare visto d’ingresso. Non sono da escludere nei prossimi giorni ulteriori blocchi o respingimenti in frontiera». «Si sconsigliano pertanto – si legge nell’avviso – tutti i viaggi verso la Libia fino a quando il problema non sarà risolto». La Commissione Ue deplora la decisione unilaterale e sproporzionata delle autorità libiche di sospendere la concessione di visti a cittadini di Paesi Ue dell’area Schengen, dichiara il Commissario Ue agli Affari interni Cecilia Malmstrom: la questione, aggiunge, sarà affrontata «prima della fine della settimana». In serata si fa vivo Franco Frattini: di fatto la decisione della Svizzera di bandire in una «black list» 188 personalità libiche tra cui lo stesso Muammar Gheddafi «prende in ostaggio tutti i Paesi dell’area Schengen», afferma il ministro degli Esteri a Sky Tg24: la Svizzera va aiutata a «risolvere una questione bilaterale, ma non a spese di tutti». Il capo della diplomazia italiana si ricorda anche che esiste Tripoli. E chiosa: la ritorsione dei visti «è una decisione per la quale abbiamo espresso seria preoccupazione, abbiamo chiesto ai libici di ripensarci». L’opposizione, unita, chiede a Frattini di resocontare in Parlamento. E al Cavaliere di fare una telefonata all’«amico Muammar». Chissà se lo farà. E se il Colonnello lo ascolterà.

Fonte: L’Unità

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