Sotto sequestro gli ombrelloni lasciati al mare.

 

Cala Liberotto

Cala Liberotto

Vi incollo un articolo pubblicato il 21 Luglio da “La Nuova Sardegna”, ma purtroppo ancora oggi di attualità. Chi decidesse di andare al mattino presto oppure durante le ore del riposino post-pranzo nelle spiagge di Calaliberotto, scoprirebbe la presenza di centinaia di ombrelloni segna-posto che impediscono la sosta a chi non ha la fortuna di avere la casa a 10 metri dalla spiaggia. A questo si aggiungono anche gommoni lasciati sulla battigia che non consentono il passaggio delle persone, ruspe che lavorano in spiaggia (è consentito?), montagne di alghe abusivamente depositate dietro la spiaggia, carrelli trasporta-barche buttati ovunque, etc…

 

 

La comodità in spiaggia ha un prezzo. E non solo quando si tratta di sborsare gli euro per affittare ombrelloni e sdraio. Qualcuno lascia i propri «comfort balneari» nell’arenile giorno e notte, altri protestano per l’«occupazione» e il corpo forestale sequestra tutto.

È successo a Salina bamba (San Teodoro). Uno straordinario tratto di litorale che fa parte dell’area marina protetta di Tavolara-Capo Coda Cavallo. Trecento metri di spiaggia perennemente occupati da ombrelloni, sdraio e lettini. «Una sorta di privatizzazione dell’arenile» spiegano alla Blon (base logistico operativa navale) del corpo forestale. I bagnanti vanno al mare, vorrebbero prendere il sole ma non possono farlo. «A qualsiasi ora del giorno non si trova un metro libero di spiaggia». Da qui la maxi operazione della Blon. Alle quattro del mattino di sabato gli uomini della forestale hanno sequestrato 169 fra sdraio e lettini e 121 ombrelloni. Per l’attività di “liberazione” della spiaggia le pattuglie hanno utilizzato un fuoristrada e un camioncino. Tutta l’a ttrezzatura da mare è stata poi depositata nell’autoparco di Pratosardo.
L’operazione fa seguito a un’altra simile che risale al mese di agosto dell’anno scorso quando, sempre la Blon, aveva provveduto alla “bonifica” della stessa spiaggia. Quest’anno, a quanto pare, il vezzo è rimasto. «Nei giorni scorsi – spiega il corpo forestale e di vigilanza ambientale – è stato fatto il sequestro di un quantitativo analogo di materiale nella spiaggia di Sas Linnas Siccas di Orosei. Il risalto dato a quell’operazione ha spinto numerosissimi cittadini, sia turisti che residenti, a segnalare casi dello stesso tipo anche in altri litorali». Piazzare l’ombrellone, in sostanza, va bene. Godersi la tintarella sdraiati su un lettino è un piacere assoluto. Ma, chiaramente, tutto questo non deve essere un lusso per pochi.

di Nadia Cossu (“La Nuova Sardegna – 21 Luglio 2009)