Domande per gli scazzati del ferragosto …

Quale città viene descritta qui? ;-)

“una malattia mortale, e in questa malattia i suoi abitanti vengono partoriti e avviluppati e, se non scappano via nel momento decisivo, essi compiono prima o poi, direttamente o indirettamente – date le orribili condizioni che vigono nella città – un repentino suicidio, oppure, direttamente o indirettamente, vanno verso una lenta e misera rovina in questa terra di morte, architettonicamente arcivescovile e ottusamente nazionalsocialista e cattolica, nemica dell’uomo in tutto e per tutto”

e Roma da chi? ;-)

Sempre a Roma, l’odiosa lercia discarica umana, ora anche infuocata dall’afa che ne esalta la puzza di piscia e perbenismo andato a male, vivo soffocato da un’italietta preda di una morsa prefascista e populista, con la mafia che si è impossessata delle massime cariche dello stato e non fa niente per nasconderlo, stato tempestato da vergognose leggi berlusconiane ad hoc che scivolano giù come olio di ricino… Non ce la faccio più nemmeno a respirare quest’aria terronico-leghista, cafona, delinquenziale, razzista, papalina, civilmente ed europeamente analfabeta; tale è la rabbia politica che né dormo né vado di corpo, e nell’ essere portatore forzato di merda vecchia mi sento infine italiano anch’io. Non tornate qui, a costo di mantenervi io fino a che non vi siete sistemati, l’Italia è un non luogo a misura di morti viventi, una persona viva qui ha la fine segnata dal vampiro in agguato di sua spettanza. Se appena potete, non sprecate la vita come me dovendovi confrontare chissà ancora per quanti giorni con il sorriso di Schifani e di Ghedini!

La seconda non mi pare molto difficile, per quanto riguarda la prima, invece, non ci sarei mai arrivato da solo, né per l’autore e ancor meno per la città.

Fatemi conoscere i Vostri sospetti e buon ferragosto, Bewolf