Intercettazioni: sì definitivo della Camera.

2009 Giugno 12
by bewolf

Secondo me ci si dovrebbe chiedere alcune domande.
Per l’inizio: quanto si risparmia? A chi giova?
Cordiali saluti, Bewolf
http://notizie.tiscali.it/articoli/politica/09/06_giugno/11/intercettazioni_si_definitivo_camera_123.html

3 Risposte leave one →
  1. 2009 Giugno 16
    SONOIO permalink

    da REPUBBLICA:
    evviva la libertà e l’onestà di cronaca

    La manifestazione fuori da Montecitorio
    I comitati chiedono più trasparenza nelle scelte del governo
    Roma, la protesta dei terremotati
    In 1000 alla Camera gridano: “Buffoni”
    Tanti gli slogan dei Comitati: “Forti e gentili sì, fessi no!”
    I sindaci: “Vogliamo fatti, non promesse” E il Tg1 oscura la protesta

    La tenda montata a
    Montecitorio dagli studenti
    ROMA – E’ arrivata a Montecitorio per il sit-in dimostrativo, la marcia degli sfollati delle tendopoli dell’Aquila, che protestano proprio nel giorno in cui la Camera deve approvare il decreto legge sull Abruzzo.

    Slogan e proteste. Senza bandiere di partito e scandendo vari slogan tra cui “forti e gentili sì, fessi no!”, “100% ricostruzione, partecipazione e trasparenza” e “Buffoni, buffoni”, 1000 aquiliani dei Comitati dei cittadini sono arrivati a Roma con 20 pullman partiti questa mattina alle 9 e 30 da Collemaggio. Presente anche un grande striscione con la scritta: “Case, scuole, Università. Subito. Contro la speculazione ricostruzione dal basso”. Ad imitazione delle tendopoli, alcuni ragazzi montano tende da campeggio sotto l’obelisco che domina la piazza. Sono scesi in piazza anche gli studenti dell’Onda che chiedono che a occuparsi della ricostruzione non sia Impregilo poiché fu proprio “la stessa azienda a costruire l’ospedale che poi crollarono”.

    Le richieste. Gli organizzatori hanno chiesto garanzie sulla riparazione dei danni causati dal terremoto, la riapertura del centro storico, risorse adeguate per risarcire gli imprenditori che hanno avuto le imprese distrutte o danneggiate e un maggiore coinvolgimento della cittadinanza nelle scelte della ricostruzione.

    Il Pd presente. Alla manifestazione erano presenti alcuni parlamentari del Pd e dei radicali, Legambiente,il sindaco di L’Aquila, Massimo Cialente, il presidente della Provincia Stefania Pezzopane e molti dei sindaci delle città colpite dal terremoto, che hanno chiesto che le promesse vengano messe “nero su bianco”. La vicepresidente della Camera, Rosy Bindi ha raggiunto il sit-in dei terremotati per esprimere la sua solidarietà e ha detto: “Non sono più venuta perché in campagna elettorale non volevo strumentalizzare le vostre difficoltà. Ma, dopo i ballottaggi – ha detto la Bindi -, vi assicuro che verrò una volta alla settimana nelle tendopoli de L’Aquila e a Pescara dagli sfollati”. Poi ha aggiunto: “E’ finito il tempo delle passerelle e della false promesse. Il governo deve mettere risorse vere per la ricostruzione e dare certezze a tutti sul futuro delll’Aquila e di tutti gli altri centri colpiti dal terremoto. Avete pienamente ragione -ha concluso la vicepresidente della Camera -, e sarebbe una vergogna se anche in questo caso il Governo decidesse di porre la fiducia, rifiutando di accogliere le vostre richieste e di cambiare il decreto legge”. Critico anche il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini: “Abbiamo assistito ad una passerella di ministri a L’Aquila e in Abruzzo. Oggi in aula c’è solo il sottosegretario Menia. Avrei gradito che la presenza del governo fosse adeguata al dramma che abbiamo vissuto”.

    Il presidente della regione, Gianni Chiodi, ha invece invitato gli aquilani “ad avere piena fiducia nell’operato del governo, che sta cercando di venire incontro a tutte le esigenze e alle necessità legate alla fase della ricostruzione”.

    Blackout del Tg1. Ma evidentemente i motivi della protesta non erano abbastanza importanti per il Tg1 che ha mostrato un servizio sulla ricostruzione della casa dello studente per opera della regione Lombardia del governatore Roberto Formigoni. Per il Pd ha protestato Lanfranco Tenaglia che ha detto: “Nel giorno in cui si sta svolgendo la marcia degli sfollati delle tendopoli dell’Aquila, conclusa con un sit-in a Montecitorio, il Tg1 sceglie di parlare del terremoto in Abruzzo con un servizio sulla ricostruzione della Casa dello studente, certamente una buona notizia ma riferita con stile celebrativo, e con tanto di intervista, al presidente della regione Lombardia Formigoni. Gli avvenimenti in corso a Roma sono stati invece del tutto ignorati”. Tenaglia ha poi aggiunto: “Ci avevano
    raccontato che con un giornalista a tutto tondo come direttore il Tg1 aveva scelto la strada dell’informazione pura, scomoda e senza compromessi. Tutto ciò, invece, non sta avvenendo e avviene anzi il contrario”.

  2. 2009 Giugno 16
    saverio permalink

    ho visto il serivizio sul TG1 alle 13.30. E’ davvero incredibile che non si sia data nemmeno notizia della manifestazione di Roma, ma ancora più incredibile è che a fine Tg, dando la notizia come fosse un lancio d’Ansa dell’ultimora e della massina importanza, lo speaker abbia informato di un commento fatto alle 12 da Berlusconi mentre faveva compere in un negozio del centro di Roma: – avrebbe detto Berlusca…..
    rimango basito…e anche preoccupato
    Saverio

  3. 2009 Giugno 17
    unoqualunque permalink

    Cari Saverio e Sonoio,
    al fatto delle autocelebrazioni (in quanto ha il controllo) sulla gran parte dei media credo che ci dovremo volenti o (soprattutto) nolenti abituare; divido la preoccupazione di Saverio.
    Sono però molto più preoccupato di quello che verrà DOPO il Berlusconi (meno male nemmeno egli sarà eterno): tutto quello che quest’individuo sta mettendo in atto rimarrà e sarà, ahimè, ad uso e consumo di una data corrente politica con una opposizione assolutamente incapace di trovarsi e reagire minimamente.
    Ronde nere (ma se questi non sono copie allucinate ed allucinanti di un miserrimo nazifascismo!), lodi vari, leggi bavaglio, tentativo di ridistribuzione del potere nelle istituzioni con focalizzazione sul presdelcons, variazioni sulla costituzione (che per tanti anni è andata bene e non si vede perché non lo faccia più) e quant’altro, insomma, sì, c’è quanto basta per preoccuparsi sul serio.
    Cordialità, Unoqualunque
    P.S. Ma non avete notato che il ‘popolo sovrano’ è stato degradato a ‘popolino’ nel migliore stile orwelliano??? ‘1984′ evidentemente non era solo ‘fiction’ ma un preciso avviso di pericolo incombente …

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