Alcuni degli ultimi commenti pubblicati riguardavano il così detto ‘Piano Casa’, la legge che consente un aumento di cubatura sulle costruzioni esistenti. La Legge Regionale 23 Ottobre 2009, n. 4, meglio nota come ‘Piano Casa’ ha come oggetto: “Disposizioni straordinarie per il sostegno dell’economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e programmi di valenza strategica per lo sviluppo”.
Ho deciso di pubblicare alcuni articoli presi dalla rete che ci aiutano a capire come dietro un motivo populista si nasconda l’impronta capitalista della giunta regionale.
Dal sito: http://www.sardegnaterritorio.it/j/v/241?s=127292&v=2&c=1948&t=1
Un’opportunità di sviluppo: il Piano Casa
Il rilancio dell’economia sarda passa attraverso il rinnovo e la riqualificazione del patrimonio edilizio dell’isola.
Il Consiglio regionale ha infatti approvato il 23 ottobre 2009 la legge regionale n° 4 “Disposizioni straordinarie per il sostegno dell’economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e programmi di valenza strategica per lo sviluppo” meglio conosciuta nei contesti regionali come “Piano Casa” e pubblicata sul BURAS del 31 ottobre 2009.
Una legge pensata per venire incontro alle esigenze delle famiglie che potranno con misure quali ampliamenti, demolizione e ricostruzione e anche attraverso incentivi volumetrici, rinnovare e riqualificare il patrimonio edilizio esistente.
La finalità della legge è quella di incentivare e migliorare la qualità architettonica, la sicurezza strutturale e l’efficienza energetica, coniugando le esigenze di tutela e valorizzazione delle valenze paesaggistiche, naturalistiche, storiche e culturali del territorio con gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Particolare attenzione è stata dedicata al sistema costiero, per il quale, a titolo di esempio, viene riconosciuta la possibilità di incrementi volumetrici se orientati alla riqualificazione e al recupero del paesaggio.
I contenuti del disegno di legge
Le disposizioni straordinarie per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente prevedono:
- interventi di ampliamento, che consistono in incrementi volumetrici attribuiti a diverse tipologie di fabbricati (uni e bifamiliari, condomini, case a schiera). Gli incrementi concessi sono variabili in funzione di parametri quali la zona urbanistica in cui è situato l’edificio, la distanza dalla linea di costa, l’entità del miglioramento energetico che l’incremento permette di conseguire;
- interventi di sostituzione che consistono in demolizione e ricostruzione, anche su area diversa e con un incremento delle volumetrie del 30% (o 35% se si perviene alla riduzione dei consumi energetici), di edifici anteriori al 31.12.1989 che necessitino di un adeguamento ai mutati standard tecnologici, architettonici o energetici e non siano sottoposti a tutela;
- norme volte alla semplificazione delle procedure, che accordano l’esigenza di rendere più snelle le procedure per ottenere il titolo edilizio, con quella di evitare abusi in particolare nelle aree di maggiore sensibilità ambientale.
Dal sito: http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it
Ricorsi contro la legge regionale sarda sul piano per l’edilizia
Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno inoltrato (2 novembre 2009) specifico ricorso al Governo (Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministri per i rapporti con le regioni, dei beni ed attività culturali, dell’ambiente) affinché valuti l’opportunità di impugnare davanti alla Corte costituzionale (art. 127 cost.) la legge regionale n. 4 del 23 ottobre 2009 (pubblicata sul B.U.R.A.S. n. 35, parti I e II, del 31 ottobre 2009) sul c.d. piano per l’edilizia per le gravi violazioni degli artt. 9, 11, 117 cost. in essa contenute.
Analogo ricorso è stato inoltrato (2 novembre 2009) alla Commissione europea per quanto concerne il mancato rispetto delle normative comunitarie (art. 226 Trattato CE).
Infatti, nella legge regionale n. 4/2009 si possono riscontrare pesanti violazioni della normativa comunitaria e nazionale vincolanti in materia di tutela degli habitat e di pianificazione e tutela del paesaggio.
Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra ritengono opportuno mettere a disposizione di comitati, associazioni, forze sociali, singoli cittadini un fac simile di ricorso da inoltrare autonomamente a Governo e Commissione europea: la copia può essere richiesta agli indirizzi di posta elettronica grigsardegna5@gmail.com e grigsardegna@tiscali.it. Chiunque così potrà opporsi a questa nuova colata di cemento speculativo sulla Sardegna.
Link per la Legge Regionale 23 ottobre 2009, n. 4:
http://www.regione.sardegna.it/j/v/80?s=127432&v=2&c=6694&t=1